un pò di storia

i primi documenti europei che attestano l’impiego di essenze floreali, portano la firma della Badessa Hildegard von Bingen, vissuta nel XII secolo e di Paracelso, alchimista ed erborista svizzero vissuto nel XVI secolo.

entrambi preparavano rimedi con la rugiada dei fiori per curare gli squilibri emotivi e i disturbi fisici dei loro pazienti.

per secoli si è fatto ampio uso di essenze floreali anche in Asia, India e Sudamerica.

nel XIX secolo si affermò in occidente il concetto del corpo come qualcosa di frammentato che richiede riparazioni. non è più, quindi, un organismo complesso, costituito da componenti fisiche, emotive, spirituali. tutte egualmente importanti; fondamentali per concorrere al benessere di questa creatura chiamata essere umano.

negli anni 30 del novecento, il medico Edward Bach, riporta alla conoscenza le essenze floreali. Altri medici del passato come Ippocrate, Paracelso, Hahnemann, erano convinti come Bach, che la salute è il risultato dell’armonia di più fattori: emotivo, spirituale e mentale. aveva sperimentato ed osservato, infatti, che curando gli squilibri psicologici dei suoi pazienti, riusciva a guarire anche le sue malattie.

a volte siamo molto attenti se perdiamo qualche grado nella vista, nell’udito, nell’olfatto nei sapori del cibo…e non ci preoccupiamo affatto se abbiamo perso quasi totalmente la percezione delle energie vibratorie (il nostro sesto senso) che sono alla base del nostro benessere fisico, della salute e della nostra evoluzione umana.

i nostri antenati erano meno evoluti di noi in campo tecnologico, ma più sensibili alle frequenze della Natura, più attenti alle percezioni più elevate. frequenze che CI GOVERNANO CON UN SILENZIO REVERENZIALE.

le essenze floreali rivestono un ruolo importante: sono potenti catalizzatori, consentono di guardare dentro di sé e comprendere il proprio piano di vita, nonché lo scopo e la direzione della propria esistenza.

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